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Obesità infantile: allarme rosso in Italia

L'obesità è tra i problemi di salute di una buona fetta della popolazione italiana. È infatti sotto osservazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità italiano, che ha, tra l’altro, reso noti numeri e fattori di rischio per il sovrappeso e le cause, tra cui stress, abitudini sedentarie e alimentazione scorretta.

Pare che l’Italia, negli ultimi anni, abbia abbandonato le buone abitudini alimentari appartenenti dalla cucina mediterranea, aumentando il consumo di cibo spazzatura, bevande zuccherate e alimenti pronti. Il mercato del junk food si scontra con la tradizione e provoca danni considerevoli per la salute e il peso forma, e oggi l’obesità viene annoverata tra i fenomeni epidemici presenti lungo lo stivale, in quanto circa il 30% della popolazione soffre di obesità o sovrappeso.

La situazione dei più piccoli

L’obesità infantile è un problema serio e, anche se in Italia i dati riportano dei leggeri miglioramenti, siamo tra le prime nazioni in Europa a dover fronteggiare questo problema. A quanto pare, le abitudini alimentari e sedentarie scorrette sono difficili da contrastare, dato che i bambini italiani mangiano male e si muovono poco.

La Cosi (“Childhood Obesity Surveillance Initiative”), ha condotto una indagine su oltre 250 mila i bambini nelle scuole europee e, purtroppo, i bambini italiani sono risultati tra i più grassi d'Europa: il maggior tasso di obesità infantile è tra i maschi, e si arriva al 42% se si considerano quelli in sovrappeso (solo Cipro fa peggio con il 43%). Le bambine italiane hanno inoltre uno dei tassi più alti di obesità e sovrappeso, il 38%.

Dai dati si evince che sono i paesi del meridone a registrare percentuali più alte, ma fortunatamente questi ultimi hanno cominciato a investire fondi, negli ultimi anni, nella prevenzione e nel controllo dell'obesità.

L’attività fisica è un altro aspetto che ci vede ancora a rincorrere le altre nazioni, infatti, durante la ricerca, si è notata un’importante differenza tra Paesi: andare a piedi a scuola, ma anche le attività fisiche e quelle sportive che i bambini dovrebbero svolgere in orari extra scolastici, cambiano molto in base alla latitudine e pare che sia proprio il sud dell’Europa (Italia inclusa) a non essere molto attento a questi aspetti.

Altro aspetto che fa ben sperare, in Italia, è il consumo di frutta (secondo lo studio i bambini italiani la mangiano almeno a giorni alterni se non quasi tutti i giorni) e il ridotto consumo di cibi da fast food.

Se vuoi approfondire l’argomento oppure hai delle curiosità, non esitare a contattarci. Il team della Farmacia del Vomero è a tua totale disposizione.

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